CPTM entra nel progetto ULTIMATE




Consorzio Polo Tecnologico Magona è entrato nel partenariato europeo composto da altre 28 aziende e centri di ricerca pubblici e privati, provenienti da oltre 10 paesi europei, che sta lavorando al progetto “ULTIMATE: indUstry water-utiLiTy symbIosis for a sMarter wATer society“.

Il progetto che è iniziato lo scorso 2 Giugno e che avrà una durata di 4 anni, è stato cofinanziato dai programmi europei H2020-EU.3.5.4 “Enabling the transition towards a green economy and society through eco-innovation” e H2020-EU.3.5.2.2 “Developing integrated approaches to address water-related challenges and the transition to sustainable management and use of water resources and services”, all’interno del topic CE-SC5-04-2019 “Building a water-smart economy and society”.

L’obiettivo del progetto rientra nell’ambizioso piano “Water Smart Industrial Symbiosis” nel quale le acque ed in particolare le acque reflue giocano un ruolo essenziale sia perché diventano una risorsa rinnovabile sia perché diventano un vettore energetico e una fonte di recupero materiali. La Commissione europea riconosce da tempo questo potenziale e ha adottato il nuovo piano d’azione per l’economia circolare, uno dei principali elementi costitutivi del Green Deal europeo, la nuova agenda europea per la crescita sostenibile.
L’approccio che sarà seguito si baserà sulla sperimentazione su 9 dimostratori in Europa e nel Mediterraneo meridionale ritenuti rilevanti per l’industria agroalimentare e della produzione di bevande, per l’industria chimica e petrolchimica, per il settore delle biotecnologie.

Nello specifico CPTM collaborerà, insieme a Università Politecnica delle Marche e West Systems srl, con il Consorzio Aretusa (ASA spa, Solvay Chimica Italia spa, TM.E. spa Termomeccanica Ecologica): Aretusa nasce nel 2001 per la realizzazione e la gestione di un impianto di trattamento delle acque di scarico dei depuratori di Cecina e Rosignano con lo scopo di renderle idonee ad essere nuovamente utilizzabili in attività industriali; Aretusa ha fin qui operato producendo oltre 3 milioni di metri cubi l’anno di acqua trattata ceduta poi a Solvay per utilizzi industriali compatibili, in sostituzione dell’acqua di falda: l’acqua recuperata, che sarebbe altrimenti defluita in mare, è diventata quindi una risorsa preziosa da sfruttare.

Aretusa, CPTM e gli altri partner sfrutteranno il cofinanziamento europeo per potenziare l’impianto di trattamento esistente aumentandone da un lato la capacità produttiva fino al limite progettuale di 4 milioni di metri cubi annui e dall’altro, mediante il consolidamento e l’incremento della qualità del refluo trattato, aumentandone la quantità complessiva disponibile.

Sito ufficiale del progetto: https://cordis.europa.eu/project/id/869318

Twitter: https://twitter.com/ULTIMATEWaterEU

LinkedIn: https://www.linkedin.com/company/ultimate-water-eu/